Distorsione della caviglia: cosa è, come affrontarla (Parte 2)

Il trattamento delle distorsioni di grado 1 e 2 è tipicamente conservativo: le distorsioni lievi non richiedono solitamente grandissime attenzioni, e molte di queste si risolvono entro i cinque/dieci giorni. Opportuno sempre il ghiaccio (non oltre i 20 minuti di applicazione), cui seguirà un periodo più o meno lungo in cui evitare i sovraccarichi. Successivamente, una valutazione del personale sanitario (Fisioterapista e Medico) dovrà decidere l’opportunità di una contenzione (cavigliera o bendaggio) e modalità/tempi della fase di recupero. Se  la distorsione è di gravità medio alta, la prima cosa da fare è fermarsi e scaricare l’arto infortunato. Spesso, sopratutto nello sport, il livello di eccitazione e di adrenalina nel sangue, possono portare a proseguire l’attività agonistica, col rischio di peggiorare l’evoluzione clinica della patologia. Consigliamo invece il posizionamento immediato del ghiaccio,  tamponando la parte interessata per 20 minuti. Tale pratica può essere ripetuta ad intervalli di 10/15 minuti, senza particolari controindicazioni. Utile sollevare l’arto verso l’alto, per favorire il drenaggio immediato. Se possibile, il Fisioterapista potrebbe confezionare una fasciatura ad hoc, al fine di mantenere l’articolazione immobilizzata e limitare l’edema. Si può già valutare la necessità di un tutore in attesa di accertamenti medico-diagnostici. Questo protocollo è chiamato in gergo tecnico P.R.I.C.E. (Protection, Rest, Ice, Compression, Elevation). Più modernamente, dopo aver escluso fratture ossee con indagini strumentali, si tende ad aderire ad un nuovo protocollo chiamato P.O.L.I.C.E. (Protection, Optimal Loading, Ice, Compression, Elevation). Quest’ultimo si differenzia dal P.R.I.C.E per un approccio assai meno conservativo, stimolando il processo di guarigione attraverso la giusta dose di carico e attività, nel rispetto delle linee guida stabilite dagli specialisti sanitari. 

Tutore Aircast per impedire i movimenti di Torsione

Esami Strumentali per la Distorsione alla caviglia:

Sono essenzialmente quattro gli esami diagnostici a disposizione del Medico, eventualmente sovrapponibili. La necessità dell’esame strumentale è sempre conseguente all’esame clinico che ne determina la tipologia. 1-Rx Caviglia: nelle distorsioni di media/alta entità, non si è mai certi di poter escludere una frattura (tipicamente un distacco parcellare), per cui, un controllo radiografico è sempre consigliabile. 2-Ecografia: Esame tecnicamente non facile, molto operatore dipendente. 3-TAC: se si sospetta un difetto osteocondrale o una frattura subtalare non visibile radiograficamente. 4-RMN: Può essere utile nei casi piu’ gravi e per la diagnosi delle lesioni associate.

Trattamento conservativo per la distorsione alla caviglia:

La maggior parte delle distorsioni (grado 1 e 2), beneficiano di trattamento conservativo; alcune lesioni di tipo 3 invece, devono essere attentamente valutate dall’ortopedico, per l’eventuale decisione di un trattamento chirurgico. Il trattamento conservativo prevede nella maggior parte dei casi un periodo di contenzione con tutore al fine di evitare i movimenti di torsione.

Il Fisioterapista e il Medico devono programmare modi e tempi della fase riabilitativa che dovrà minimizzare gli effetti dell’immobilizzazione senza stressare i tessuti in fase di guarigione, sempre nel rispetto della sintomatologia dolorosa.

Schematicamente, soprattutto nella prima fase,  sarà possibile avvalersi della Terapia Manuale e della Terapia Strumentale (Laser, Tecarterapia, Onda d’urto radiale), oltre a tecniche per il linfodrenaggio e il kinesiotaping.

Esercizi Propriocettivi con Pedana Stabilometrica nello STUDIO FKT

Nella seconda fase che prevede il ritorno alla funzione e/o all’attività agonistica, sarà data grande importanza all’Esercizio Terapeutico, e alle Tecniche di Rieducazione Propriocettiva, di enorme importanza soprattutto per la prevenzione delle recidive. 

Dott. Lorenzo Buonadonna, Fisioterapista – dott. Roberto Dente, Fisiatra

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